
Sarà che ci aspettavamo troppo da un anno con tre zeri, che sanciva addirittura lo spartiacque tra due millenni, la svolta epocale. Ma se volessimo riassumere davvero il senso e lo spirito di quest'anno moribondo, dovremmo dire che è stato l'Anno Tonto, più che l'Anno Santo. Un anno stupido, in cui ha trionfato la cretineria. L'imbecillità ha diluviato nella politica e nella società, nella Tv e nella cultura, anche quando si è travestita nei panni tragici del razzismo o della pedofilia. Perfino le bombe intelligenti dell'anno precedente hanno lasciato il passo alle bombe deficienti del Duemila, che scoppiano nelle mani del portatore, o nelle mani ignare di chi compra uova in un supermercato; o che non scoppiano affatto, anche se erano collocate ad altezza Duomo. Nel Duemila l'intelligenza è passata alla clandestinità.
Sta finendo un anno che non è mai cominciato; forse era solo la buccia che incartava il nuovo millennio. Ma la sorte del 2000 era già in quella cifra così piena di zeri. E infatti lo zero ha dettato legge. Non a caso la partita per la Casa Bianca è finita praticamente 0 a 0; ma quando si fronteggiano due zeri, il risultato è scontato in partenza. 11 terzo zero ce lo siamo prodotto in casa: il Duemila è stato infatti l'anno della nomination di Rutelli, della cui rotondità senza contenuti ci accorgiamo ogni giorno di più. Sarà una ciambella di salvataggio per la sinistra, ma come ogni salvagente è pieno d'aria e vuoto dentro. È imbarazzante persino per uno come me che non è mai stato di sinistra ma vedere Veltroni al posto di Togliatti, Mussi al posto di Pajetta, la Melandri al posto di Gramsci in veste di faro culturale della sinistra, non poteva che produrre un Rutelli candidato. Ma tutto il dibattito politico è stato improntato alla stupidità. Se si volessero raccogliere le bestialità concentrate nel Duemila, potremmo riempire un secolo più che un annuario: Cent'anni di scemitudine. Il tasso ordinario di fatuità della politica era condensato in una massima: piove governo ladro. La straordinaria imbecillità del Duemila ha prodotto un passo avanti: piove opposizione ladra. Dal deficit pubblico al collasso istituzionale, dal terrorismo ai disservizi aerei, la colpa è di Berlusconi. Per compendiare la demenza di un anno, Giorgio Bocca scrive sul Venerdì che viviamo sotto il regime berlusconiano. Il caso di un dittatore all'opposizione è unico nella storia del genere umano. Un regime totalitario che non è al potere andrebbe studiato. Seriamente.
Se la mamma degli imbecilli sta sempre incinta, quest'anno c'è stato un boom di natalità; per una volta lasciatemi essere abortista. A dir la verità la stupidità ha trovato numerose casse di risonanza che l'hanno dilatata anche a livello sociale. Prendete il Grande Fratello che è stato il serial più benriuscito sull'imbecillità di massa. Per carità, l'operazione commerciale è stata accorta e intelligente, ma proprio perché puntava sulla stupidità media del genere umano. Un successone. Interessarsi infatti alla vita di dieci persone senza qualità, spiarli nell'esercizio della loro banalità, appassionarsi all'intreccio delle loro vacuità, è stato un gigantesco fenomeno di imbecillità virale di massa. Gloria all'Ottusangolo. Il Grande Fratello ha dimostrato che quando non si crede più in niente, l'unica passione collettiva è la Nullità. L'importante è sceneggiarla, e dare a tutti la percezione di partecipare a un Evento ove la microimbecillità di ciascuno si rispecchia nella macroimbecillità dell'epoca. L'idiozia è Trendly. Quando la stupidità acquista vari zeri, allora
diventa Zeitgeist, Spirito del tempo. Per essere protagonisti non serve avere qualità, basta respirare e restare per tre mesi nello schermo: questo è l'insegnamento del Grande Fratello. Televisivamente un'operazione eccellente; umanamente l'autobiografia di una civiltà idiota. Non cera niente di inquietante o di totalitario, come temeva Scalfari, nel Grande Fratello: niente di scabroso o di pornografico, come temevano i bigotti. Era solo un tesi sulla stupidità umana, che ha dato purtroppo esito positivo. Bravissima la Bignardi a condurci nella Caaasa delle Imbecillità. Un altro copioso focolaio di stupidità è stato Internet, per non dire dei messaggini del cellulari. C'è stato un uso massiccio della demenza e un'abbondanza di superfluità da far spavento: comunicare con uno sconosciuto giapponese via Internet sarà un prodigio della tecnologia, ma poi ridurre tutto a un salutino più qualche scontata banalità, induce al dubbio: ma a che serve poter comunicare a migliaia di chilometri di distanza se non hai nulla da dire? A che serve questo prodigioso spiegamento di intelligenza artificiale se poi si risolve m una paurosa carenza di intelligenza personale? Vai la pena mobilitare arsenali tecnologici, satelliti e antenne per dare risonanza planetaria ed elettromagnetica alla comune imbecillità?
Ma la stupidità peggiore non è quella comune, che è eterna e oggi è solo meglio accessoriata del passato. La stupidità peggiore è quella intellettuale. A parte la scarsità di opere degne partorite in questo Duemila, e la miseria del dibattito culturale, è stato penoso l'impegno civile degli intellettuali. Il loro testimonial è stato il professor Marsiglia. Un tempo gli intellettuali erano gli sfidanti del Luogo Comune e del Potere Costituito, oggi ne sono i custodi e i gorilla. Guai a chi esprime un'idea fuori dal perimetro dogmatico: insorgono, scomunicano (l'ultima vittima è lo storico di sinistra Vivarelli), emettono sentenze, demonizzano gli avversari con argomenti rozzi e banali. E persino quelli che hanno fama di essere spregiudicati e raffinati, da Soffi ad Asor Rosa, se ne sono usciti nelle deliranti polemiche sui libri di testo, con argomenti di questo tipo: noi siamo dalla parte giusta, loro sono dalla parte sbagliata. Ragazzi dico il leader del movimento eversivo Lotta continua, in carcere per assassinio di Calabresi; dico l'intellettuale comunista più vicino all'estremismo rosso, al punto che lo presero per il Grande Vecchio delle Brigate rosse; loro, i bacchettanti, sarebbero dalla parte giusta, gli altri dalla parte sbagliata. E così il Manifesto, dove lavorano ex brigatisti rossi in libertà vigilata, che dà lezioni sul terrorismo e accusa Storace di frequentare gli estremisti. In giro scarseggiano argomenti, anche non condivisibili ma intelligenti. Solo demenziali teoremi, stupide volgate, osservazioni regressive anche rispetto a quello che gli stessi scrivevano solo pochi anni fa. Erano più aperti, più vivi, più civili e più intelligenti nel millennio precedente. Quest'anno c'è stata una regressione all'odio tribale e alla demenza di gruppo. I cattivi maestri son diventati anche cretini. E sempre più raro leggere o ascoltare cose intelligenti; non dico di destra, di sinistra o di che. Intelligenti. Perciò il 2000 è stato l'Ottusanno. Da noi non si sono ancora viste le mucche pazze; in compenso si sono visti i mucchi scemi. Nel suo messaggio di fine anno, faccia una lavata di testa alla Nazione, presidente Sciampi. Brindando al Terzo millennio, anziché lo spumante si sono bevuti il cervello.
Marcello Veneziani